Le vibrazioni della notte, della salita sul pendio, del timore di non farcela misto all’entusiasmo di arrivare sulla cima riecheggiano ancora dentro.
Forse il regalo più grande dopo tanto monitorar di montagne è stato proprio questo giorno libero. Più che un’escursione è stato un vero viaggio dell’anima nei colori del Faito, sul Molare, sulla Conocchia.
Appuntamento alle 24. Inizia il cammino salendo sempre più sul pendio della montagna. In viaggio verso la Conocchia, passo dopo passo per vedere il cader di stelle.
Tante, le stelle, tante le emozioni di stare a tu per tu con il cielo. Soli in mezzo a tanta gente, colori di voci tra alberi assonnati.
Il risveglio, un alba insperata, su un morbidissimo tessuto di nuvole. Morbide, cascate di bianco calore. E poi, proseguire, tra faggi e risate, salire sul Molare, trovare capre intraprendenti ad accoglierti a suon di pietre cadute e di coccole cercate.
I misteri della Montagna, di questa nostra montagna del Parco, nell’odore della nostra pelle.
ILARIA















Siete davvero fantastici!!!! Queste sono le cose belle della vita. Tutti dovrebbero dare piu’ risalto a queste iniziative…Tra le tante foto che avete pubblicato ho visto anche quelle di personaggi politici che nelle loro città non riescono neanche a far separare la plastica e il vetro e che, sinceramente, non ritengo all’altezza di tali progetti educativi e di valorizzazione del territorio…Bah, quando le cose funzionano tutti salgono sul carrozzone. Comunque polemiche a parte…Siete dei grandi! (E anche degli ottimi cronisti)